Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1999  gennaio 23 Sabato calendario

"...Il canone in realtà è il corrispettivo di un servizio, da 2500 miliardi l’anno che lega la Rai al governo e che ci obbliga a diverse azioji antieconomiche" Quali sarebbero? "La più importante è l’affollamento pubblicitario, che ci fa perdere 800-1000 miliardi l’anno

"...Il canone in realtà è il corrispettivo di un servizio, da 2500 miliardi l’anno che lega la Rai al governo e che ci obbliga a diverse azioji antieconomiche" Quali sarebbero? "La più importante è l’affollamento pubblicitario, che ci fa perdere 800-1000 miliardi l’anno. Poi c’è l’obbligo a trasmettere per almeno il 60% programmi di un certo tipo: informazione, cultura, sport, infanzia. Inoltre dobbiamo avere una programmazione decentrata, con sedi in tutte le regioni. Senza contare l’obbligo di arrivare con il segnale in tutti i paesi con 300 abitanti". Però Bruxelles contesta anche altri finanziamenti, crediti agevolati, aumenti di capitale. Come la mettiamo? "Quella è panna montata. Spesso si sono compensati mancati aumenti del canone con altri interventi, che di fatto hanno la stessa natura" Sa cosa si dice a Bruxelles? Come fa la Rai a dirsi servizio pubblico se sullo schermo ci sono solo ballerine? "Lo so che la battuta gira, ma se non fossimo in grado di fare programmi di qualità non saremmo stati corteggiati da Murdoch e da Canal Plus per la televisione digitale" (Roberto Zaccaria, presidente della Rai).