Giuseppina Manin, "Corriere della Sera" 4/3/2003, pagina 37., 4 marzo 2003
Il primo film censurato è del 1907: in bianco e nero, mostrava un’operazione chirurgica. Per Giovanni Giolitti, allora ministro degli Interni, poteva «suscitare repulsione o danneggiare soggetti particolarmente impressionabili» e costituiva «offesa al pudore per esibizione di nudità»
Il primo film censurato è del 1907: in bianco e nero, mostrava un’operazione chirurgica. Per Giovanni Giolitti, allora ministro degli Interni, poteva «suscitare repulsione o danneggiare soggetti particolarmente impressionabili» e costituiva «offesa al pudore per esibizione di nudità». Tra gli attori più censurati, Marcello Mastroianni (11 tagli), Franco Franchi e Ciccio Ingrassia (9), Peppino De Filippo (5). L’ossessione del sesso era tale che nel 1957 fu soppressa la scena del parto di una leonessa marina nel film "Paradiso terrestre" di Luciano Emmer. Epurati anche i dialoghi contro la chiesa, come la battuta di Giovanna Ralli la quale, in "Peccato di castità" (1956), diceva che in Italia «comanda il Vaticano». Negli anni Cinquanta tagli anche per gli amori interrazziali: il bacio tra un bianco e una nera in "Eva nera" e la carezza di una donna bianca a un uomo di colore in "Questione di pelle".