Ahmed Djebbar, Storia della scienza araba, Raffaello Cortina Editore,, 4 marzo 2003
Il primo che si trovò a tradurre dal greco i termini «parabola» e «iperbole», si limitò a trascrivere semplicemente le due espressioni (barabula e ibarbula)
Il primo che si trovò a tradurre dal greco i termini «parabola» e «iperbole», si limitò a trascrivere semplicemente le due espressioni (barabula e ibarbula). Il secondo traduttore, forse più esperto di lingua greca, si ricordò dei prefissi «iper» e «para» e le parole divennero così qat’za’id (sezione abbondante) e qat’nukafi’ (sezione compensata).