Paola De Carolis, Corriere della Sera, 4/3/2003 pagina 20., 4 marzo 2003
Robert Garside, 36 anni, inglese del Cheshire, una laurea in psicologia, da se medesimo ribattezzato Runningam, nel 1997, alle 12 del 17 ottobre, partì con l’idea di fare il giro del mondo correndo al ritmo di 11 chilometri l’ora
Robert Garside, 36 anni, inglese del Cheshire, una laurea in psicologia, da se medesimo ribattezzato Runningam, nel 1997, alle 12 del 17 ottobre, partì con l’idea di fare il giro del mondo correndo al ritmo di 11 chilometri l’ora. In cinque anni, quattro mesi e due settimane ha percorso 56 mila chilometri ed entro marzo conta di portare a termine l’impresa. Adesso si trova al Cairo, dove verrà raggiunto dalla fidanzata venezuelana, Angarita Perez, 26 anni, conosciuta tre anni fa a Caracas. Insieme raggiungeranno Bombay in aereo (impossibile attraversare a piedi Eritrea ed Etiopia per via delle mine antiuomo), poi lui riprenderà a correre fino a Delhi. Garside, durante tutto il viaggio, ha portato con sè solo uno zainetto e una minitelecamera, ha dormito in pensioncine da venti euro a notte, ha vissuto mille avventure: sparatorie in Russia e Sudafrica, banditi a Panama e in Messico, in Cina addirittura la prigione (cinque giorni di galera per aver attraversato zone chiuse al pubblico e per un visto scaduto). Sua filosofia: «Correre vuol dire essere liberi. E’ un viaggio della mente, oltre che una tortura per i piedi».