Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  marzo 03 Lunedì calendario

Il declino di Bagdad come punto di riferimento per la cultura del Medio Oriente, ben testimoniato dal mercatino del libro che si svolge ogni venerdì all’aperto nel centro

Il declino di Bagdad come punto di riferimento per la cultura del Medio Oriente, ben testimoniato dal mercatino del libro che si svolge ogni venerdì all’aperto nel centro. I volumi, perlopiù in arabo, anziché su bancarelle sono sparsi alla rinfusa su teloni, fogli di plastica, scaffali traballanti. Poiché la classe media, per sopravvivere, ha svenduto grandi biblioteche private, tra tanti tomi si trovano per pochi dollari libri rari e preziosi. Ad esempio due volumi originali della "Lunga strada per Bagdad" pubblicato nel 1919 da Edmund Candler, il generale ottomano che qui sconfisse gli ottomani. Oppure un’edizione originale delle "Confessioni" di Rousseau, pubblicazioni pregiate di Edgar Allan Poe, persino la raccolta in italiano dei libri di Moravia e l’intera serie rilegata della "Storia della guerra mondiale" di Churchill.