Giorgio Meletti, ཿSette, 12/6/97;, 12 giugno 1997
Pubblico impiego. "La cosa più efficiente della nostra burocrazia è la fabbrica degli stipendi. C’è anche una dimostrazione
Pubblico impiego. "La cosa più efficiente della nostra burocrazia è la fabbrica degli stipendi. C’è anche una dimostrazione. Nel ’93 una legge ha stabilito che entro un anno si determinassero le piante organiche della pubblica amministrazione secondo gli effettivi carichi di lavoro. Inutile dire che l’operazione è risultata ”più lunga del previsto” e non è ancora finita. Ma dai primi dati emerge una situazione agghiacciante. Recita una tabellina della ragioneria generale dello Stato sui pochi uffici censiti: organico previsto 59 mila persone, presenti in servizio 47.500, esuberi totali 11 mila. Traduzione: occorrerebbero 59 mila persone, ma ce ne sono solo 47.500, delle quali però 11 mila non fanno quello che servirebbe. Per cui è come se ne mancassero 22 mila su 59 mila, più di un terzo. Pensate che efficienza. E pensate a quegli 11 mila stipendi utili solo a chi li percepisce: se questa statistica valesse per tutto il pubblico impiego, significherebbe che dei tre milioni e mezzo di stipendiati circa 800 mila sarebbero utili solo a se stessi, con l’incasso di buste paga per 50 mila miliardi nel ’96: una cifra buona solo a sostenere la domanda interna, direbbe un economista" (Giorgio Meletti).