ཿla Repubblica, 10/6/97;, 10 giugno 1997
Polizia. "Circa un mese fa, una domenica alle 18.30, mia suocera è stata aggredita nel cortile di casa mia, in piena ”Napoli bene”
Polizia. "Circa un mese fa, una domenica alle 18.30, mia suocera è stata aggredita nel cortile di casa mia, in piena ”Napoli bene”. Dopo aver medicato e confortato la malcapitata siamo andati a sporgere denuncia alla polizia, che ci ha redarguito per aver tardato mezz’ora dopo il fatto: la tempestività, ci hanno detto, è fondamentale per le indagini, ora non possiamo fare più niente”. Sabato 24 maggio poco dopo la mezzanotte, stesso luogo stesse modalità. Un uomo e una donna stanno rientrando in casa quando tre canaglie vestite completamente di bianco li aggrediscono e cercano di rapinarli. Mentre urlo dalla finestra per tentare di spaventare i ladri chiamo il 113: una gentile voce femminile mi risponde al sesto squillo, e alla descrizione praticamente in diretta della rapina mi dice: ” un po’ poco quello che mi sta dicendo, le potrei mandare una volante solo se le vittime sono disposte a sporgere denuncia”. Il tempo di affacciarmi per chiedere e la mia interlocutrice aveva interrotto la comunicazione! Il primo di giugno, mia sorella torna da un fine settimana fuori casa e trova l’appartamento svaligiato; i ladri avevano lasciato tracce inequivocabili (orme, mozziconi di sigaretta e sicuramente impronte digitali), ma per il poliziotto venuto a riscontrare il furto non servivano a niente, ”dopotutto sono venuti anche a casa mia”, aggiungeva in un tentativo consolatorio di pessimo gusto. A questo punto mi chiedo se la scientifica, le indagini o il pronto intervento non siano effetti speciali dei film (americani), e se il nostro dovere di cittadini non sia di informare la polizia prima che venga commesso il reato!" (Bruno C., lettera a ”la Repubblica”).