"la Repubblica" 22/2/2003, pagina 27., 22 febbraio 2003
Per gli egiziani il gatto era un animale sacro, perché proteggeva il cibo dall’attacco dei topi. Anche i greci lo consideravano divino (secondo la leggenda, Apollo creò il leone per spaventare la sorella Artemide, la quale, a sua volta, ne fece una miniatura creando il gatto)
Per gli egiziani il gatto era un animale sacro, perché proteggeva il cibo dall’attacco dei topi. Anche i greci lo consideravano divino (secondo la leggenda, Apollo creò il leone per spaventare la sorella Artemide, la quale, a sua volta, ne fece una miniatura creando il gatto). Sono, poi, i commercianti fenici a portare il felino ai romani. Per gli uomini del Medioevo diventa il complice ideale delle streghe e incarnazione del diavolo (nascono in quel periodo alcune pratiche, come quella di seppellire un gatto nelle fondamenta di una casa per renderla sicura). La cattiva reputazione dura per tutto il Rinascimento: in Inghilterra gatti sono bruciati nei roghi, oppure radunati e gettati dalla torre di Londra). Nel 1600, con la diffusione della Peste Nera tramite i topi, il gatto viene riabilitato: Luigi XIII ne proibisce per legge l’uccisione, il cardinale Richelieu ne tiene 14 in casa. Nel 1700 divenne simbolo di astuzia e intelligenza.