Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  febbraio 27 Giovedì calendario

Hill Christopher

• York (Gran Bretagna) 6 febbraio 1912, Oxfordshire (Gran Bretagna) 24 febbraio 2003. Storico • «Ma quale 1789? Quale Bastiglia? Gli anni in cui il mondo fu veramente capovolto e tutto venne ripensato furono quelli compresi fra il 1645 e il 1653: e ciò non avvenne in Francia ma in Inghilterra, con la testa coronata di Carlo I a rotolare dal patibolo (1649), anticipando re Luigi di un secolo e mezzo. Fu lui a rivendicare il ruolo della Gran Bretagna come anticipatrice del grande mutamento ( politico, religioso, economico- industriale) che aprì le porte alla modernità [...] Sarà stato per i meriti acquisiti nella rilettura della storia patria in chiave di palingenesi universale, ma sta di fatto che fu il primo storico marxista a essere accettato in posizione eminente a Oxford, dove fu preside del Balliol College dal 1965 al 1968. Dagli anni Trenta al ’57 fu anche iscritto al Partito comunista, ma si dimise dopo l’Ungheria. Del resto era sempre stato ”un marxista non ortodosso, alquanto eccentrico e originale”, come lo definisce in una dichiarazione Denis Mack Smith. Il fatto di essere figlio di un pastore, poi, non fu secondario nel suo interesse verso i puritani e per il ruolo delle sette nella ribellione contro la Chiesa di Stato, pilastro della Corona. Il mondo alla rovescia (uno dei saggi più famosi, pubblicato in Italia da Einaudi come la maggior parte delle sue opere) affondava le radici nell’eresia dei ceti inferiori che rifiutavano l’idea di poter essere condannati per i propri peccati. Da ciò venne l’insofferenza verso la proprietà e le distinzioni di rango o di merito: il clima culturale, insomma, che fece sentire ”improvvisamente liberi” livellatori, zappatori, presbiteriani, dando vita a quella rivoluzione puritana i cui frutti si sarebbero visti due secoli dopo, con i progressi della democrazia politica e con il socialismo libertario dal quale lui, con tutto il suo marxismo, non fu poi così lontano. Lo storico affrontò anche Le origini intellettuali della rivoluzione inglese, ricostruendo un itinerario che risale a Bacone, a Milton, ai libertini, a quel libero pensiero che diede origine alla rivoluzione industriale con cui, ancora una volta, l’Inghilterra anticipò il mondo, come sostiene nel saggio La formazione della potenza inglese. E non manca, fra le sue opere, un breve ma straordinario saggio sulla figura dell’Anticristo (Saggiatore), associato fin dal Medioevo al clero corrotto dagli eretici più derelitti: testo non a caso scritto dal figlio del pastore» (Cesare Medail, ”Corriere della Sera” 26/2/2003).