Lucio Caracciolo "La Repubblica" 20/04/2003, 20 aprile 2003
L’enorme rischio di Chirac: «Che gli americani facciano la guerra senza di lui. E se i marines sfileranno a Baghdad fra due ali di folla plaudente – come sognano alla Casa Bianca – la sua vittoria tattica si risolverà in una sconfitta strategica
L’enorme rischio di Chirac: «Che gli americani facciano la guerra senza di lui. E se i marines sfileranno a Baghdad fra due ali di folla plaudente – come sognano alla Casa Bianca – la sua vittoria tattica si risolverà in una sconfitta strategica. L’influenza economica (interessi petroliferi di Total-Fina-Elf su tutto) e geopolitica della Francia nella regione sarà ridotta ai minimi termini. E il suo rango in Europa e nel mondo ne soffrirà terribilmente. Per questo alcuni scommettono su una clamorosa conversione sciracchiana dell’ultimo minuto. Ma anche in questo caso il prezzo da pagare sarebbe alto, almeno quanto a credibilità. A Chirac non resta che sperare nel miracolo della pace. Dunque lavorare per la caduta, l’assassinio o l’esilio di Saddam» (Caracciolo).