Massimiliano Nava, "Corriere della Sera" 17/02/2003, 17 febbraio 2003
The game is over anche per Chirac. «Basta leggere la sua intervista a ”Time” per comprendere quanto sia grande il dilemma nelle stanze dell’Eliseo, come sia inesatto collocare Chirac fra le colombe, ma ancora prematuro prefigurare la capriola dell’ultimo minuto per partecipare al conflitto
The game is over anche per Chirac. «Basta leggere la sua intervista a ”Time” per comprendere quanto sia grande il dilemma nelle stanze dell’Eliseo, come sia inesatto collocare Chirac fra le colombe, ma ancora prematuro prefigurare la capriola dell’ultimo minuto per partecipare al conflitto. Chirac non esclude alcuna opzione, rassicura gli Usa sui vincoli di amicizia, ricorda persino agli americani quanto gli piacciano gli hamburger, ma non ritiene che ci siano oggi le condizioni per l’intervento. Per questo dice di no anche a una seconda risoluzione che gli porrebbe un dilemma ancora più pesante: il semaforo verde alla guerra o l’imbarazzo del veto. E a Bush suggerisce il modo di fare marcia indietro senza perdere la faccia: il disarmo di Saddam, ottenuto ”anche” grazie alla pressione militare, ”ma senza spargere una goccia di sangue”. ”Ho scommesso sulla cooperazione dell’Iraq, se mi sono sbagliato, ci sarà sempre il tempo di trarne le conclusioni”. Il tempo, per Bush, è già scaduto. Chirac potrà sempre dire di aver fermato per un po’ le lancette, vincendo almeno la scommessa in patria: nel ruolo di colomba ha rassicurato cinque milioni di musulmani e tolto alla sinistra già malconcia anche l’arma del pacifismo» (Nava).