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 2003  febbraio 17 Lunedì calendario

Fra i danni collaterali della guerra annunciata ci sono le divisioni dell’Europa e della Nato, «la debolezza dell’Onu, l’antiamericanismo non meno pericoloso oggi, di fronte al terrorismo, che all’epoca della guerra fredda di fronte al ”fattore K”

Fra i danni collaterali della guerra annunciata ci sono le divisioni dell’Europa e della Nato, «la debolezza dell’Onu, l’antiamericanismo non meno pericoloso oggi, di fronte al terrorismo, che all’epoca della guerra fredda di fronte al ”fattore K”. Ma, fra gli effetti del ”fattore F”, ci sono l’unità dei cittadini europei contro la guerra, la possibilità (e l’utilità) di criticare l’unilateralismo della Casa Bianca senza passare per antiamericani e forse la presa di coscienza delle conseguenze devastanti di un conflitto deciso fuori dalla legalità internazionale. Gli intensi contatti fra i leader alla vigilia del vertice europeo di Bruxelles, le correzioni di linguaggio da parte di Aznar e Berlusconi, il compromesso raggiunto nella Nato sull’assistenza militare alla Turchia e il tempo finora concesso agli ispettori dimostrano che il ”fattore F” ha ridato coraggio ai cittadini, contenuto morale alle parole, valore a principi europei spesso solo enunciati, al punto che oggi la gente comune chiede a Chirac di non tradire una speranza, di tenere duro» (Nava).