Massimiliano Nava, "Corriere della Sera" 17/02/2003, 17 febbraio 2003
Il ”fattore F”. «Per quanto amato come non mai dal suo popolo e applaudito da folle immense nelle piazze del mondo, Jacques Chirac è un uomo solo e angosciato di fronte alla guerra
Il ”fattore F”. «Per quanto amato come non mai dal suo popolo e applaudito da folle immense nelle piazze del mondo, Jacques Chirac è un uomo solo e angosciato di fronte alla guerra. Non perché gli spetti l’ultima decisione, ma perché residue possibilità di evitarla e soprattutto il modo in cui la comunità internazionale la combatterà dipendono in larga misura dal ”fattore F”, dalla strada che lui ha fatto imboccare alla Francia dall’inizio della crisi. Stretta, forse cieca, lastricata di pregiudizi e ironia sulla grandeur, però responsabile e coraggiosa nel tentativo di fermare le bombe o almeno di farle sganciare nella legalità internazionale. Le opposte propagande di guerra e pace, il ”veto” espresso dalle piazze, il peso dei media hanno sovraesposto l’atteggiamento di Parigi e radicalizzato le posizioni, probabilmente al di là delle intenzioni di partenza dello stesso Chirac» (Nava).