Luigi Geninazzi, "Avvenire" 21/02/2003, 21 febbraio 2003
I francesi si sentono defraudati di una loro storica peculiarità, «il nazionalismo sciovinista, quel complesso di superiorità blasé e méprisant divenuto ormai proverbiale
I francesi si sentono defraudati di una loro storica peculiarità, «il nazionalismo sciovinista, quel complesso di superiorità blasé e méprisant divenuto ormai proverbiale. Davvero curioso che i campioni della malcelata altezzosità e del sottile disprezzo si ritengano vittime di un pregiudizio anti-francese. [...] Ma può capitare. A ben vedere i giudizi grossolani e le caricature oltre i limiti del buon gusto con cui gli yankees si sono espressi nei riguardi della Francia fanno il paio con l’immagine d’America diffusa in questi giorni sulle rive della Senna come di una banda di cow-boy dal grilletto facile guidata da un pastore fondamentalista e stupidotto» (Geninazzi).