Michele Serra, "La Repubblica" 21/02/2003, 21 febbraio 2003
Il calderone dell’antiamericanismo. «Il fatto che qualcuno non sia d’accordo con gli Stati Uniti dev’essere, evidentemente, una cosa molto grave e sorprendente, visto che i giornali descrivono i rapporti Usa-Francia come una specie di arroventata crisi internazionale
Il calderone dell’antiamericanismo. «Il fatto che qualcuno non sia d’accordo con gli Stati Uniti dev’essere, evidentemente, una cosa molto grave e sorprendente, visto che i giornali descrivono i rapporti Usa-Francia come una specie di arroventata crisi internazionale. [...] Ma non risulta che i turisti americani a Montmartre vengano aggrediti da patrioti chiracchiani, né che fumare una Gauloise a Manhattan provochi l’intervento della polizia. La Francia non è uscita dalla Nato e Bush non ha richiamato l’ambasciatore a Parigi. E allora? E allora, forse, tutta questa agitazione (soprattutto in Italia) deriva dallo stupore di scoprire che ci sono paesi dotati di una politica estera autonoma, e di un’identità forte. La Francia non è uno staterello velleitario, è uno dei paesi più importanti del mondo, dotato di un ego forse sovradimensionato ma storicamente ben radicato. E in Europa, la sua posizione attendista sulla guerra è condivisa da altri governi e dalla maggioranza dell’opinione pubblica. Poi, certo, è molto più comodo buttare nel calderone dell’anti-americanismo ogni minimo disturbo alla politica di Bush» (Michele Serra).