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 2003  febbraio 24 Lunedì calendario

Arnaldino Olimpia, di anni 40. Nativa di San Severo (Foggia), 15 anni fa si era trasferita a Milano insieme al marito carrozziere, di anni 43, e s’era trovata un lavoro come infermiera all’ospedale per anziani Redaelli

Arnaldino Olimpia, di anni 40. Nativa di San Severo (Foggia), 15 anni fa si era trasferita a Milano insieme al marito carrozziere, di anni 43, e s’era trovata un lavoro come infermiera all’ospedale per anziani Redaelli. Da tempo aveva perso la testa per un Bulici Nazmi, di anni 50, serbo, regolarmente in Italia da 30, piccoli precedenti penali, senza un lavoro fisso, appassionato di cavalli e corse. Per amor suo a ottobre lasciò il consorte, ma poi cambiò idea e decise che s’era stufata pure del serbo. Il Bulici prese allora a minacciarla: la Arnaldino, intimorita, si rifugiava spesso tra donne piene di lividi come lei, in un centro accoglienza di Cusano Milanino. Portava con sé la figlia più piccola, di anni 2 (le altre, di anni 17 e 12, stavano col padre). Mercoledì 12, come ogni mattina, uscì per andare al lavoro: prese la metropolitana e poco dopo le 7 sbucò alla stazione Bande Nere. In cima alla rampa l’aspettava il Bulici: forse voleva parlarle, ma finì per rincorrerla agitando un coltello da cucina lungo 20 centimetri, che introdusse più volte nel di lei petto.