Antonio Papa, Guido Panico, Storia sociale del calcio in Italia, il Mulino, 20 febbraio 2003
Totocalcio. Nel 1932 un progetto di pubblica scommessa, proposto dal ministero delle Finanze, fu respinto per "incompatibilità tra denaro e calcio" dal presidente della Figc, Leandro Arpinati
Totocalcio. Nel 1932 un progetto di pubblica scommessa, proposto dal ministero delle Finanze, fu respinto per "incompatibilità tra denaro e calcio" dal presidente della Figc, Leandro Arpinati. Solo nel 1946 il giornalista Massimo Della Pergola ottenne una concessione per un concorso sui pronostici del calcio. Il 5 maggio di quell’anno furono stampate cinque milioni di schedine al prezzo di 30 lire (pari a quello di un vermut consumato al bar), ma ne furono giocate solo trentamila. Dopo i primi successi, nel 1948 il Coni assunse l’esercizio del concorso e lo chiamò Totocalcio.