Gian Carlo Fusco, L’Italia al dente, Sellerio editore Palermo, 20 febbraio 2003
Eco. Hans Maltese, giornalista esperto di cucina, confinato nelle Isole Tremiti nel 1940. Spasimante di Diana Cavallari, l’amante del conte Ciano, per essere stato da questi umiliato in un incontro di golf davanti alla sua adorata, si vendicò offrendosi di cucinare per lei ”la matriciana bianca con l’eco”, "come la cucinava nei boschi del Terminillo, ai primi dell’800, il brigante Giovanni Festuccia, detto Tartefà, perché tartagliava"
Eco. Hans Maltese, giornalista esperto di cucina, confinato nelle Isole Tremiti nel 1940. Spasimante di Diana Cavallari, l’amante del conte Ciano, per essere stato da questi umiliato in un incontro di golf davanti alla sua adorata, si vendicò offrendosi di cucinare per lei ”la matriciana bianca con l’eco”, "come la cucinava nei boschi del Terminillo, ai primi dell’800, il brigante Giovanni Festuccia, detto Tartefà, perché tartagliava". Ingrediente leggendario, l’eco "che il brigante imponeva ai suoi accoliti, prima che inforchettassero la matriciana. Lui, in piedi, improvvisava tre o quattro versi. Gli altri, attorno a lui, dovevano ripeterne in coro le ultime sillabe. Che messe insieme formavano una certa frase". I versi che Maltese compose per l’occasione: "Questo è il vero bucato matriciano..." (e i convitati in coro: "Ciano!"); "Che cucinò alla macchia Tartefà" ("Tefà!", l’eco dei convitati), "... fra un ululato e un guizzo di stambecco" ("Becco!"). La frase che ne venne fuori: "Ciano tefà becco!".