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 2003  febbraio 20 Giovedì calendario

Tricoli Marzio

• Palermo 23 marzo 1964, Palermo 18 febbraio 2003 (avvelenato da una fuga di gas). Politico di Alleanza Nazionale • «Figlio d’arte. Il padre, Giuseppe, docente di storia contemporanea all’università di Palermo, era stato per vent’anni deputato regionale del Msi oltre che uno dei dirigenti nazionali del partito. Grande amico di Paolo Borsellino, nella casa al mare dei Tricoli il giudice ucciso dalla mafia nel ”92 trascorse le sue ultime ore, il professor Giuseppe Tricoli aveva scelto Marzio (che portò sulle spalle la bara del magistrato assassinato) come erede del suo patrimonio politico ed elettorale. E lui, primo di tre fratelli (Marcello fa il docente nei corsi di formazione professionale, mentre Fabio è vice caporedattore al Tg5) aveva cominciato giovanissimo ad armeggiare con gli strumenti della politica. Punto di riferimento dei giovani di destra al liceo classico ”Vittorio Emanuele II”, quando arriva alla facoltà di giurisprudenza assume la guida del Fuan, l’organizzazione degli universitari di destra. in quel periodo, a metà degli anni ”80, che nasce il legame con Maurizio Gasparri, il ministro delle Comunicazioni che diventerà poi capocorrente e grande sponsor dell’ascesa politica di Marzio Tricoli in Sicilia. Cursus honorum da perfetto militante della destra giovanile, passione per il rugby (è stato a lungo presidente di una squadra che milita in C1) e servizio militare nei parà, nel 1994 ha il vero battesimo della politica. An lo candida al consiglio provinciale di Palermo e lui viene eletto con facilità. L’etichetta di emergente della destra siciliana cominciano ad affibbiargliela nel ”96, quando (il padre è morto l’anno prima) si candida al parlamento regionale e risulta il più votato del partito nel collegio di Palermo collezionando 6622 preferenze. un successone che, anche grazie al pressing romano di Gasparri, lo proietta (lui che era alla sua prima esperienza di parlamentare regionale) sulla poltrona di assessore al Bilancio. un posto prestigioso quanto scomodo. E lui non manca di farlo notare a Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del Tesoro, in visita in Sicilia. ”Come sta?”, gli chiede nel corso di un incontro il ministro. ”Come uno che ha 5 mila miliardi di debiti”, risponde lui riferendosi al deficit delle disastrate casse regionali. A mettere ordine nei conti ci prova. il primo, per esempio, a contrarre un mutuo per conto della Regione con la Merrill Lynch, poi il governo cade e lui torna nei ranghi. Comincia a costruirsi, però, la fama di politico accorto, non settario, pronto a mediare. La fama che lo farà apprezzare anche dagli avversari e che ne farà uno dei giovani emergenti del centrodestra in Sicilia. Nella primavera 2002, per esempio, aveva vinto il congresso provinciale conquistando la leadership di An a Palermo (per anni in mano all’ex deputato e oggi presidente dell’Assemblea regionale Guido Lo Porto)» (Enrico Del Mercato, ”la Repubblica” 19/2/2003).