Giacomo Papi, ཿdiario 14/2/2003, 14 febbraio 2003
Eliot 2. Quello tra il poeta Thomas Stearns Eliot e Vivien Haigh-Wood non fu un matrimonio felice. Poco dopo le nozze, decisero di fare un viaggio a Eastbourne che si rivelò un disastro
Eliot 2. Quello tra il poeta Thomas Stearns Eliot e Vivien Haigh-Wood non fu un matrimonio felice. Poco dopo le nozze, decisero di fare un viaggio a Eastbourne che si rivelò un disastro. Tragedia fu l’arrivo delle mestruazioni, che disturbò assai l’ossessione alla pulizia di entrambi. Thomas passò la notte su una sedia a dondolo. Vivien, sconvolta dalle macchie di sangue sulle lenzuola dell’hotel, le portò a casa per lavarle e fu accusata di furto. Lui s’infuriò. Vissero insieme fino al 1933 (ma nel 1928 lui fece voto di castità). In quei 18 anni lei ebbe crisi, paure, momenti di euforia e di follia, aiutò il marito per una rivista e scrisse alcuni dei suoi versi. «Eliot usò tutta la sofferenza che lei gli posava sulle spalle per diventare un poeta. Un grande poeta del dolore». Virginia Woolf, nei suoi diari, la definì «selvaggia come Ofelia, ma senza nessun Amleto ad amarla» e la paragonò a «un sacco di furetti sempre appeso al collo di lui». Nel 1933 Eliot le fece notificare l’atto di separazione e, semplicemente, sparì. Scrisse di sua moglie che era «moralmente spiacevole e fisicamente ripugnante» e preferì «non vederla mai più». Vivien lo attese. Riuscì a incontrarlo due anni dopo, in una conferenza a Londra: aveva aderito alla British Union of Fascist e si presentò in camicia nera, uno yorkshire e libri di lui in braccio. Alla fine andò sotto il palco e gli chiese di tornare insieme. Lui rispose: «Non posso parlarti ora». Non lo fece mai più. Nel 1938 diede il suo assenso all’internamento nel manicomio di Northumberland (lei era stata trovata a parlare da sola, per le strade di Londra alle 5 di mattina). Vivien morì nel ’47, senza averlo mai rivisto. Il giorno del funerale nevicava ed Eliot era offeso perché il suo nome non era nel necrologio del ”Times”. Un anno dopo vinse il Nobel.