Giovanni Mari, ཿil Manifesto, 5/12/1996, 5 dicembre 1996
Lo Stato italiano si è ”dimenticato” di chiedere 1.300 miliardi per il disastro ambientale causato dalla petroliera New Haven, affondata nell’aprile ’91 davanti alle coste liguri
Lo Stato italiano si è ”dimenticato” di chiedere 1.300 miliardi per il disastro ambientale causato dalla petroliera New Haven, affondata nell’aprile ’91 davanti alle coste liguri. L’avvocatura di Genova, infatti, non ha iscritto la causa presso il tribunale entro i termini di legge. In un primo momento erano stati stimati 883 miliardi di danni relativamente all’ambiente e 400 per i danni diretti (ai pescatori, alle strutture e ai servizi, ai privati). Il disastro causato in Alaska dalla Exxon, quattro volte superiore a quello della Haven, costò alla multinazionale americana 8.000 miliardi. Il fondo internazionale di garanzia per gli idrocarburi, finanziato dagli stessi petrolieri, stimò il danno di Genova in appena 137 miliardi. Il giudice designato dal Tribunale di Genova stimò il danno in 188 miliardi, di cui appena 40 per i danni ambientali. Ma il WWF riuscì ad ottenere la riapertura del caso dall’avvocatura di Roma. Oggi i 1300 miliardi sono persi. Restano i 137 dello Iopcf. A meno che il processo penale condanni duramente il responsabile.