Varie, 17 febbraio 2003
BARRA
BARRA Massimo Roma 22 agosto 1947. Medico. Conosciuto nel campo della lotta alla droga, capo dei Volontari del Soccorso. Dal dicembre 2005 presidente della Croce Rossa, è anche vicepresidente di quella internazionale • «La Cri la frequenta da quando era bambino. Nel suo studio c’è una foto di quando aveva otto anni e, a fianco di una crocerossina, partecipa a una manifestazione a Roma con sullo sfondo la cupola di San Pietro. Da quel giorno non ha mai abbandonato l’associazione» (Daniele Martini, ”Panorama” 30/3/2000) • «[...] volontario da sempre, operatore dalla schiena dritta che non s’è mai tirato indietro nelle polemiche sul trattamento dei tossicodipendenti e dei malati di Aids (la sua linea, al centro di Villa Maraini, è: prevenire con siringhe nuove o con i profilattici è meglio che curare, e dunque sì alle strategie di riduzione del danno, metadone compreso), figura molto amata nella Cri. [...] Quella di Barra sarà una Croce Rossa che promette di recuperare anche le sue lontane origini risorgimentali. Potrebbe organizzare regolarmente un raduno sul campo di battaglia di Solferino, dove nel 1864 Henry Dunant e un gruppo di gentildonne si preoccuparono dei feriti a prescindere dalle nazionalità. Sarebbe l’occasione anche per riflettere su quell’anima che porta le stellette. [...] ”La Croce Rossa - dice Barra - nasce ausiliaria dei servizi di sanità militare. Lo è tutt’ora. Le convenzioni di Ginevra prevedono che il personale, in tempi di conflitto armato, sia assoggettato agli usi e ai costumi militari. Questo è ciò che giustifica la presenza dei militari e delle crocerossine. Ma è evidente che è una materia ”in progress’. Una volta era chiaro che cosa fosse una guerra, con una potenza occupante e una occupata. Oggi non è più così chiaro. Ci sono gli interventi multinazionali. Il peace-keeping e il peace-enforcing. Addirittura gli eserciti intervengono in maniera multilaterale in operazioni di protezione civile. una materia in continua evoluzione a cui noi potremo dare il nostro contributo di competenze”» (’La Stampa” 4/12/2005).