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 2003  febbraio 17 Lunedì calendario

Baros Milan

• Ostrava (Repubblica Ceca) 28 ottobre 1981. Calciatore. Attaccante, è alto 1 metro e 84 e pesa 78 chili. cresciuto nel Banik Ostrava dove in tre stagioni, dal 1998 al 2001, ha giocato 61 partite realizzando 11 reti. Il Liverpool lo ha acquistato nel dicembre 2001 e l’ha impiegato dalla stagione successiva. Nel 2002/03, in Premier League, ha segnato 9 gol in 27 partite; nel 2003/2004, un gol in 13 partite. stato il capocannoniere dell’Europeo 2004 con cinque gol. «A casa lo chiamavano il "Maradona di Ostrava". E’ stato lui a guidare la Repubblica Ceca nel 2000 al titolo europeo under 21, rompendo la splendida monotonia delle vittorie italiane. La sua carriera, poi, non è stata tutta in discesa. C’è chi dice per colpa del carattere, chi per l’amore delle belle donne e della bella vita. [...] Dotato fisicamente e con ottima tecnica, Baros ha una caratteristica importante: in nazionale non sbaglia mai. La sua media-gol è favolosa [...] Ha firmato per il Liverpool nell’estate del 2001 ma ha dovuto aspettare fino a dicembre il permesso di lavoro. E’ arrivato ad Anfield lo stesso giorno in cui il Liverpool ha presentato Nicholas Anelka. Baros è rimasto, il francese è stato venduto al Manchester City pochi mesi dopo» ("Corriere della Seraî 21/6/2004). «I suoi primi compagni lo chiamavano "la palla", per la sua velocità con la medesima tra i piedi. A sei anni era già un idolo locale e voleva giocare nel Barcellona. [...]» (Roberto Perrone, ”Corriere della Sera” 29/6/2004). «[...] Il rapporto tra Baros e il Liverpool non ha mai raggiunto la piena serenità, fin dal suo arrivo al club, dicembre 2001, a 20 anni, sei mesi dopo esser stato ceduto dal Banik ai Reds per 5,4 milioni di euro. Il ritardo è dovuto alle lungaggini per il permesso di lavoro. ”Eppoi ero grasso, maledettamente sovrappeso, qualcosa come 7 chili. Ho dovuto cambiare radicalmente, in fretta, la dieta, gli allenamenti. E imparare la lingua. Non capire, non essere capito, è un dramma. Mi sentivo tremendamente solo, facevo le valige tre volte la settimana” [...]» (Giancarlo Galavotti, ”La Gazzetta dello Sport” 5/4/2005).