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 2003  febbraio 16 Domenica calendario

Monteiro JoaoCesar

• . Nato a Figueira da Foz (Portogallo) il 2 febbraio 1939, morto il 2 febbraio 2003. Regista. «Ribelle, anarchico, solitario, preso dal gioco dell’esistenza tra ragione e sragione, tra la normalità del filosofo e la follia dell’assurdo. [...] Il cogito cartesiano era la sua forza nell’impeto della creatività, e la follia la ragione espressiva dei suoi film dai Ricordi della casa gialla sino alla Comédia de deus, e a Branca de neive, film testamento sulla morte, nella solitudine di un paesaggio ghiacciato. La follia più che un atto passionale era per lui come un atto ragionato, un modo consapevole per esprimere la sua resistenza. In Ricordi della casa gialla, il giallo era il colore della malattia e della follia, malattia che corrompe e degrada, come la vita quotidiana nella città povera vista dal Tago, colta nelle piccole strade che si aprono come un teatro, con le case che fanno da quinte e la follia che si insinua inquietante. Il suo cinema era fatto di odori, di voci che si sovrappongono, di rumori dei vecchi, piccoli tram, in un impasto perverso che ricorda talvolta la prosa di Céline, con innesti surreali di frequenti non-sense. Le figure e le forme sottendono un gioco intellettuale, a volte furioso, a volte crudele come nell’Ultimo tuffo, piccolo trattato di filosofia, che gira attorno a un suicidio rimandato, e a tre immagini femminili, tre puttane sante che si muovono nell’ansia di eludere i problemi aggrovigliati di una vita. A comédia de Deus è invece il gioco di un libertino del Settecento, che si immagina astuzie perverse, inseguendo in una gelateria i ritmi scandalosi delle avventure del pensiero spinte sino al paradosso. Metafora enigmatica, chiusa in paragrafi eleganti ma illuminati da una irriverenza anarchica il film ripete, nell’astrazione di una scrittura automatica, il gusto perverso di una logica sottile e il rifiuto del mondo reale, nel gesto futurista contro il ”grande tradimento politico” avvenuto nel suo paese» (Edoardo Bruno, ”La Stampa” 15/2/2003).