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 2003  febbraio 14 Venerdì calendario

BARGER

BARGER ”Sonny” (Ralph Barger). Nato ad Oakland (Stati Uniti) nel 1940. «Leader della più famosa gang di motociclisti del mondo [...] è diventato una icona americana, e la sua storia, la storia della sua vita come ”biker”, come motociclista a capo degli Hell’s Angels, è parte integrante della storia di una certa America, che ha le sue radici nel dopoguerra ed è ancora straordinariamente viva. Certo la sua biografia non è un libro da educande, anche se alla fin fine c’è meno sesso e violenza di quanto non capiti di leggere in parecchi romanzi contemporanei. E se si cerca della ”moralità” ce n’è in abbondanza anche dalle parti dei diabolici angeli motociclisti, anche se legata ad un mondo e ad uno stile di vita assolutamente particolari, con regole ferree e strettissime, il cui motto è ”Il miglior modo per tenere un segreto tra tre persone è che due siano morte”. [...] Non è stato il fondatore dell’Hamc, ma di certo è il leader, il capo indiscusso, il cervello dietro ad un’organizzazione che oggi conta cento sezioni (i ”chapter”) aperte in tutto il mondo, solo un terzo delle quali negli Stati Uniti. [...] La sua fedina penale conta 21 arresti e una discreta serie di condanne, l’ultima delle quali a quattro anni. [...] Oggi vive a Phoenix, in Arizona, e gestisce una officina meccanica per motociclette, dopo aver fatto da consulente per dozzine di film che hanno avuto come soggetto i bikers, si prepara ad entrare definitivamente nella leggenda, visto che ha venduto i diritti della sua autobiografia ad Hollywood per la realizzazione di un film sulla sua vita, che avrà come regista Tony Scott» (Ernesto Assante, ”la Repubblica” 28/5/2001). «Negli anni Sessanta Barger e gli Angels di Oakland sono apparsi in due film, Hell’s Angels on Wheels con Jack Nicholson e Hell’s Angels ’69, e moltissimi sono stati i lungometraggi che si sono ispirati alle vicende delle gang motociclistiche, ma nessuno, secondo Barger, ha catturato il vero spirito dei bikers. [...] ”Farsi vedere o fotografare a cavalcioni di una moto viene considerato macho per un uomo, sexy per una donna. Ma fu un attore, Steve McQueen, che negli anni Sessanta e Settanta portò alla ribalta quest’immagine. Egli diede un grosso contributo alla concezione del motociclismo come sport, in un tempo in cui era considerato solamente un’attività rischiosa e adatta solamente a gente spericolata”» (Ernesto Assante, ”la Repubblica” 5/5/2003).