Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2003  febbraio 12 Mercoledì calendario

Alda Merini è convinta che «la clinica non è soltanto un luogo, è soprattutto uno stato mentale»: «Io sono stata in manicomio per più di cieci anni

Alda Merini è convinta che «la clinica non è soltanto un luogo, è soprattutto uno stato mentale»: «Io sono stata in manicomio per più di cieci anni. Quando qualcuno mi dice "poveretta", magari per consolarmi, non sa che in manicomio si può fare esperienza della vita». La Merini confessa che «pure gli elettroshock (e ne ho subiti molti) mi sono serviti. L’abbandono è la morte, ma anche la perdita dei condizionamenti. A me non importa più nulla delle convenzioni. Vivo per quello che sono».