Francesco Bullo, ཿLa Stampa, 28/8/96, 28 agosto 1996
"I primi dati confermano che i giovani senza lavoro sono, nel 74% dei casi, ”figli a carico”. Solo il 3% dei maschi è coniugato, mentre per le donne si sale al 9%
"I primi dati confermano che i giovani senza lavoro sono, nel 74% dei casi, ”figli a carico”. Solo il 3% dei maschi è coniugato, mentre per le donne si sale al 9%. In maggior parte i senza lavoro provengono da famiglie composte da quattro membri: padre, madre e due figli. E, nel 52% dei casi, vivono tutti con un solo stipendio, quello del capofamiglia. Non si tratta di una conseguenza dell’effetto povertà: in realtà la permanenza in famiglia è una libera scelta dei giovani. [...] In mancanza di un sussidio di disoccupazione, campano con la busta paga di papà, che si trasforma così in un vero e proprio ”ammortizzatore sociale”. L’alternativa sarebbe di spingere i giovani ad accettare un lavoro purchessia, ma la statistica dice che, piuttosto che spingere i figli verso occupazioni ”al di sotto delle loro aspettative”, la famiglia italiana preferisce assumersi l’onere aggiuntivo del loro mantenimento ben oltre le soglie della maggiore età" (dati Eurispes).