Gad Lerner, ཿLa Stampa, 2/10/96, 2 ottobre 1996
Elenco parziale di aziende che hanno trasferito parte della loro lavorazione in Romania: Stefanel, Incem, Lotto, Max Mara, Benetton Sport system, Nordica, Marzotto, Cacao, Corneliani, Sergio Tacchini, Giovenzana, eccetera
Elenco parziale di aziende che hanno trasferito parte della loro lavorazione in Romania: Stefanel, Incem, Lotto, Max Mara, Benetton Sport system, Nordica, Marzotto, Cacao, Corneliani, Sergio Tacchini, Giovenzana, eccetera. Le città di Timisoara, Arad e Oradem fannoi ormai parte integrante del cosiddetta ”sistema del Nord-Est”. Costo di un operaio romeno: 150-200 mila lire lorde al mese, con disponibilità a lavorare anche il sabato e la domenica. Trasferimento in Romania anche di numerosi commercialisti, per assistere le aziende. "Un’azienda del nostro Nord-Est è sana solo se e in quanto ha molti più dipendenti all’estero che in Italia". Come mai questi imprenditori non investono al Sud? Perché ”le regioni meridionali sono considerate prive di solida esperienza industriale, socialmente pericolose e soprattutto dieci volte più care come costo del lavoro". (Lerner).