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 2003  febbraio 09 Domenica calendario

Per trasportare i cosmetici, gli Egizi utilizzavano delle teche molto pesanti, in fibra di palma e legno pregiato rivestiti d’avorio

Per trasportare i cosmetici, gli Egizi utilizzavano delle teche molto pesanti, in fibra di palma e legno pregiato rivestiti d’avorio. Nel museo di Torino è conservata la teca appartenuta a Mirit, moglie dell’architetto Kha (1500 a.C.), in legno di sicomoro ornato a fiori e scacchi: ancora contiene portaprofumi in corno, flaconi di pietra dura, vasi d’alabastro per creme e unguenti, pinzette per sopracciglia, polvere di piombo per il trucco degli occhi, arnesi per arricciare i capelli. Gli Etruschi, invece, usavano le "ciste", comodini cilindrici con tanti cassetti. I Romani avevano cassette in legno o bronzo, che potevano contenere svariate boccette in vetro soffiato, pasta vitrea, terracotta e conchiglia. I cinesi usavano scatole rettangolari in avorio, argento o giada, piene di scomparti, alcuni dei quali nascosti. Le scatole indiane erano in profumato legno di sandalo, tempestato di pietre dure, contenevano il kajal per gli occhi, l’altà (polvere rossa per le labbra), il méndhi (henné per mani e piedi), il tél (olio per lucidare i capelli), il dantan (spazzolino da denti in legno) e il menjàn (dentifricio fatto con amido e calcio macinato). Nell’antico Giappone le donne usavano gli "inro", astucci piatti in lacca decorati con scene di caccia o d’amore. Gli uomini avevano una serie di scatoline più semplici per contenere pettine, pinzette e forbicine.