Luca Tancredi Barone, ཿil manifesto 5/2/2003, 5 febbraio 2003
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 31 gennaio un decreto di riforma del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dell’Agenzia spaziale italiana, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare [in realtà della materia, ndr], di quello di astrofisica, che prevede un’ampia riorganizzazione degli enti di ricerca scientifica
Il Consiglio dei ministri ha approvato il 31 gennaio un decreto di riforma del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), dell’Agenzia spaziale italiana, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare [in realtà della materia, ndr], di quello di astrofisica, che prevede un’ampia riorganizzazione degli enti di ricerca scientifica. Il Cnr è stato commissariato e il suo presidente Lucio Bianco è stato sostituito ad interim da Adriano De Maio, rettore della Luiss (già consigliere della Moratti, ma politicamente collocabile a sinistra). La reazione della comunità scientifica è stata dura: i dipendenti Cnr, il loro sindacato, il vecchio presidente sono insorti; alcuni ricercatori minacciano di trasferirsi all’estero. [2] Gli scienziati contrari alla riforma, che dovrà ora essere votata dal Parlamento, si sono dati appuntamento in piazza, mercoledì a Montecitorio: a guidare la marcia il premio Nobel Rita Levi Montalcini.