Roberto Napoletano, ཿIl Sole-24 Ore 5/2/2003, 5 febbraio 2003
Il nuovo modello organizzativo prevede da 7 a 15 dipartimenti divisi per «macro-aree»: biotecnologie, tecnologie mediche, dei materiali, ambientali, informatica, sistemi di produzione, scienze giuridiche, socio-economiche e umanistiche
Il nuovo modello organizzativo prevede da 7 a 15 dipartimenti divisi per «macro-aree»: biotecnologie, tecnologie mediche, dei materiali, ambientali, informatica, sistemi di produzione, scienze giuridiche, socio-economiche e umanistiche. Il Cnr assorbirà l’Istituto nazionale di diritto agrario (Idaic), l’Istituto nazionale di ottica applicata, l’Istituto papirologico ”Vitelli” e l’Istituto nazionale di fisica della materia (Infm). L’Istituto elettrotecnico nazionale ”Galileo Ferraris” di Torino sarà trasformato in Ente nazionale di metrologia, integrandosi con un analogo centro del Cnr, il quale perderà tre istituti di astronomia (confluiranno nell’Istituto nazionale di astrofisica).