Maurizio Viroli, ཿLa Stampa 7/7/2003, 7 luglio 2003
Dalla democrazia al merito. «Si è parlato molto in questi giorni della necessità di controllare la produttività scientifica dei docenti e dei ricercatori
Dalla democrazia al merito. «Si è parlato molto in questi giorni della necessità di controllare la produttività scientifica dei docenti e dei ricercatori. Le università americane [...] hanno risolto il problema con il criterio rigidamente antiegualitario dei salari individuali decisi dall’alto. Ogni anno il direttore del dipartimento presenta al presidente dell’università raccomandazioni per gli aumenti del salario di ogni docente non in base a parametri sindacali o di anzianità ma esclusivamente in base alla qualità della produzione scientifica, alla qualità dell’insegnamento e alla disponibilità a servire l’università. [...] Credo sia difficile negare che il sistema americano autocratico e inegualitario è migliore di quello italiano democratico e egualitario [...]. Prova ne sia il fatto che molti dei nostri migliori studiosi sono pronti a venire nelle università americane. Non vengono per cercare più democrazia e più uguaglianza. [...]. Vengono perché vogliono svolgere la loro attività di ricerca in un contesto più sano che riconosce il lavoro e il merito. Non dovrebbe bastare questo a convincere chi ha davvero a cuore le istituzioni di ricerca che è tempo di avere il coraggio di passare dalla democrazia al merito?» (Maurizio Viroli).