10 febbraio 2003
Antiochia Roberta, di anni 44. Romana, dopo un lungo matrimonio e due figli di 18 e 12 anni, sette anni fa s’era separata dal marito, Carotenuto Claudio, di anni 50, colonnello della scuola Militare del Genio della Cecchignola
Antiochia Roberta, di anni 44. Romana, dopo un lungo matrimonio e due figli di 18 e 12 anni, sette anni fa s’era separata dal marito, Carotenuto Claudio, di anni 50, colonnello della scuola Militare del Genio della Cecchignola. Costui, rimasto solo, s’era accolto in casa una slava bionda, nativa del Montenegro che somigliava in tutto alla moglie e ai vicini sembrava ”una bambola”. Tre mesi fa lei era rimasta incinta. Nel frattempo, il giudice stabilì che la casa spettava all’ex moglie. Il Carotenuto, però, non aveva intenzione di andarsene. Così venerdì mattina l’Antiochia andò con l’ufficiale giudiziario a sfrattarlo. Lui non aprì e costrinse il fabbro a forzare la serratura. Parve allora arrendersi: prese a spostar scatoloni dal suo appartamento a quello della vicina, ma d’improvviso s’arrestò. Frugò nel comò del corridoio, trovò la Beretta e la P38 e cominciò a sparare qua e là. Tre proiettili colpirono al petto l’Antiochia, mentre i presenti fuggivano saltando sul balcone del piano inferiore. Il colonnello infine fermato da un agente, s’accasciò fra le sue braccia e sussurrò: «Era tanto che volevo ammazzarla». Al terzo piano di un appartamento signorile in via Bosco degli Arvali, sud est di Roma.