10 febbraio 2003
Fagioli Piero, di anni 69. Sposato, fiorentino, da trent’anni vendeva all’ingrosso gioiellini, orologi di poco valore e macchinette per timbrare i cartellini di presenza al lavoro
Fagioli Piero, di anni 69. Sposato, fiorentino, da trent’anni vendeva all’ingrosso gioiellini, orologi di poco valore e macchinette per timbrare i cartellini di presenza al lavoro. Giovedì sera, poco prima della chiusura, fece entrare qualcuno che conosceva nella sua show room di quattro stanze, nei pressi della Prefettura. Costui gli diede un pugno in faccia, o forse lo colpì con un appendi-collane: in ogni caso, in modo tanto forte da farlo precipitare a terra, con una ferita profonda tra il naso e l’occhio destro. Gli diede poi un calcio alla gola, provocandogli varie lesioni all’esofago e la frattura della trachea. Indi trascinò il cadavere per una decina di metri, fino al retro bottega, e lo coprì con un giubbotto. Rovistò ovunque cercando chissà che, poi fuggì, chiudendo la porticina. Nel seminterrato di un palazzo all’angolo tra via Giacomini e piazza Savonarola, Firenze.