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 2003  febbraio 10 Lunedì calendario

BARBAGALLO

BARBAGALLO Francesco Salerno 1945. Storico. Docente di storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli. «Mio padre era repubblicano, mazziniano, ha fondato la sezione del Pri di Salerno. Sono cresciuto in un clima di repubblicanesimo storico mazziniano-garibaldino. Con un forte impianto morale, etico-politico. La prima tessera? Nel luglio 1960, a 15 anni, Nuova Resistenza, l’organizzazione antifascista creata con finanziamenti dell’Eni di Mattei. Subito dopo fondai la federazione giovanile repubblicana a Salerno. Eravamo pochi. Al liceo classico di Salerno c’erano solo quattro giovani di sinistra, io repubblicano, Peppino Cacciatore, socialista, e un paio di comunisti [...] Nel 1967, al congresso nazionale di Roma dei giovani repubblicani, contestammo Ugo La Malfa per il suo appoggio alla guerra del Vietnam. Dalla platea gli urlavamo: ”Ho-Chi-Minh, Ho-Chi-Minh”. Lasciai il Pri l’anno successivo quando paracadutò suo figlio Giorgio a Salerno a capeggiare la lista repubblicana per le elezioni. Una prevaricazione [...] Cominciai a studiare Marx e Gramsci. E diventai assistente di storia moderna con Galasso [...] Al Pci mi sono iscritto nel 1972, prima delle elezioni del 7 maggio che segnarono una svolta a destra e un aumento del voto al Msi nel mezzogiorno [...] Nell’89, io che allora stavo nel comitato centrale del Pci, mi schierai contro la svolta di Occhetto e questo stupì molti perché si sapeva che ero di origini repubblicane, che ero riformista, che avevo scritto una biografia di Nitti valorizzando il produttivismo riformistico nittiano [...] Che si dovesse cambiare era fuori discussione. Ma non mi piaceva che il cambiamento avvenisse nella forma di una resa dei conti fra giovani e vecchi. Pensavo che avrebbero trionfato il trasformismo e l’opportunismo. Come infatti è successo. Fu l’occasione per togliere di mezzo la vecchia classe dirigente del aprtito, Ingrao, Natta, Tortorella, Chiaromonte, Macaluso e sostituirla con i giovani, Occhetto, D’Alema, Bassolino, Veltroni, Mussi, Fassino» (Claudio Sabelli Fioretti, ”Sette” n.25/2002).