10 febbraio 2003
Tags : Jens Bangsbo
Bangsbo Jens
• . Nato ad Aarhus (Danimarca) il 2 ottobre 1957. Allenatore in seconda della Juventus col Lippi II. «Bangsbo. Detto così, a bruciapelo, sa di velocità, muro del suono, superjet. Bisognerebbe fare un sondaggio fra gli juventini: qualcuno sa, ricorda, è consapevole del fatto che mister Jens Bangsbo, aitante e dinamico danese perennemente in tuta, di professione fa il vice-Lippi? Con tanto di patentino di allenatore di seconda? Sì, avete capito bene, se un giorno Lippi fosse squalificato (ipotesi remota d’accordo, l’aplomb, il sigaro, lo stile-Juve sennò che senso avrebbero?) dalla panchina sarebbe lui a dirigere le operazioni. Tranquilli, dicono che tatticamente sia un genio. Anche tatticamente. Perché mister Bangsbo, dopo aver giocato oltre 350 partite da prof in patria senza lasciare ricordi in noi italiani, tutti presi da Schmeichel, Morten Olsen e i fratelli Laudrup, si è dedicato alla felicità dei suoi successori calciatori, reinventando l’allenamento col pallone. Di certo più gradito delle corsette in tondo o dei gradoni zemaniani. Bella scoperta, direte. Il fatto è che su questa, apparentemente semplice, metodologia, lui ci ha scritto libri che stanno diventando una sorta di nuovo vangelo per preparatori atletici. Vendita anche via Internet, stralci pubblicati dall’Uefa, oggetto di conferenze e dibattiti. Già, perché Bangsbo l’italiano lo parla bene, tranne che coi giornalisti. C’è chi è arrivato a chiedere cinque-sei volte un’intervista: mai concessa. Il che ha inizialmente adombrato il mistero, se non altro perché per la Juve in passato sono passati collaboratori, consulenti atletici, guru olandesi, con qualche scheletro (creatina, integratori e chissà cosa) nell’armadio. La realtà odierna pare assolutamente opposta. Bangsbo è semplicemente un primo della classe. Un breve giro informativo fra i preparatori atletici conferma che non ci sono segreti: quello che scrive, lui lo applica in campo. Ha approfondito e portato avanti ”teorie aerobiche” che in Italia furono introdotte, una ventina d’anni fa, dal professor Arcelli, cui molto si affidava per esempio Fascetti, prima al Varese e poi alla Lazio. Tirate le somme, mister Bangsbo è semplicemente uno che non ama apparire. Si è laureato all’Institute of Athletics di Copenhagen in Scienza e Matematica, poi ha preso un Master in Fisiologia: pare sia stato Michelino Laudrup a consigliarlo alla Juventus. Fatto sta che nel marzo ’99 si è trasferito a Torino con moglie e figlio piccolo. All’unico giornalista cui abbia concesso qualche battuta per il sito Uefa, ha raccontato: "Dopo due mesi di prova mi è stato chiesto di diventare consulente tecnico per due anni". Dalla preparazione fisica a quella tattica, con tanto di video di supporto indovinate per chi? Per Carletto Ancelotti, allora allenatore bianconero: "Con lui ho avuto un rapporto molto stretto e capitava che mi consultasse anche durante l’intervallo". Dall’estate 2001 è diventato juventino a tempo pieno. La storia non dice di più ma pare che con Lippi il rapporto sia altrettanto solido. Anche se, all’inizio [...] quando l’allenatore non aveva ancora trovato il bandolo della matassa (uscì dalla Champions) e in società c’era chi dubitava, addirittura si pensò che Bangsbo potesse essere promosso sul campo. Autorevole sì ma nel nostro calcio certe scommesse sono sempre un po’ ardue. Certo Bangsbo non è uno che sta lì a mettere i birilli sul campo: "Normalmente programmo il lavoro settimanale e verifico se ci sia più bisogno di quello tattico o di quello fisico. Con Lippi è facile lavorare, ci confrontiamo giornalmente sullo stato dei giocatori, approfondito da analisi video. Ma attenzione, non è una questione statistica: non conta fare 35 passaggi, conta come li fai, cioè come usi le capacità fisiche e tecniche e quanto sei capace di migliorarle in determinate situazioni di gioco". [...] Il concetto cardine: la maturazione fisiologica non coincide necessariamente con quella anagrafica. L’obiettivo: velocità con la palla. Il ruolo lo spiega lui stesso: "Siamo bravi nel raccogliere le ultime impressioni dei medici, dei massaggiatori e di tutte quelle persone che altrimenti non avrebbero modo di comunicare con Lippi". Un raccordatore, se volete. Un prezioso consigliere. La dimostrazione che in casa-Juve niente viene lasciato al caso. Che il vice-allenatore, prima che un amico, deve avere una propria specifica area di competenza» (Vincenzo Cerracchio, "Il Messaggero" 26/4/2003) « uno che ha masticato molto calcio ma è pure un’autorità riconosciuta in campo scientifico-atletico: ”Ho scritto quattrodici opere, fra libri e trattati, imperniati sulla fisiologia, la scienza che studia le funzioni organiche; ne ho pubblicati tre, invece, di tattica calcistica. I primi sono anche testi universitari; i secondi sono statri tradotti in inglese, spagnolo e tedesco” [...] Modernissimo anello di congiunzione fra chi prepara e chi manda in campo la squadra [...] Modi e cadenze alla Eriksson, nordico come lui, ”ma Sven, a differenza del sottoscritto, ha lavorato da sempre come tecnico, anche in Portogallo, mentre io da questo punto di vista sono un novellino”» (Matteo Dalla Vite, ”Guerin Sportivo” n.44/2001).