Varie, 10 febbraio 2003
BALTHUS
BALTHUS Harumi (Harumi Klossowski de Rola) 1973. Figlia del secondo matrimonio dell’artista di origine polacca Balthazar con la giornalista Setsuko, il nome significa Fiore di Primavera • «Viso molto orientale, i capelli neri sciolti sulle spalle: ”Sono arrivata a Roma che avevo compiuto appena un mese, e vi sono rimasta quattro anni. Mio padre era stato nominato da Malraux direttore di Villa Medici e io, sebbene allora fossi piccolissima, ho dei ricordi molto precisi della casa. Rammento benissimo la ’camera turca’ all’ultimo piano del palazzo nella quale dormivo, e soprattutto il giardino e le feste che vi si facevano in continuazione, come quelle famose di Carnevale. Da grande mi dissero che dietro le tante maschere che ballavano nei viali, ridevano scherzavano, e che io guardavo incantata, si erano celati anche Fellini, Visconti, Pasolini”. L’infanzia adolescente e spensierata dura poco: il sempre più celebre papà e i suoi quadri sono richiesti in tutto il mondo, e la moglie, la giapponese Stesuko, anch’essa pittrice, lo segue. Alla ragazza tocca il collegio, quello dorato e superelitario di Rosey, in Svizzera. Ma la giovane è inorridita dall’arroganza dei suoi compagni: ”Contavano solo le carte di credito (d’oro), le Ferrari e le Rolls Royce”. Fugge senza diplomarsi, ed è la ribellione: Capelli verdi, amori proletari, rifiuto della cultura di famiglia, scelta del punk. Qualche anno a Londra, poi a Parigi. Qui incontra John Galliano, ancora stilista alle prime armi ma già molto creativo. Per un anno diventa sua assistente: ”Ho imparato cosa significa mettere assieme fantasia, ricordi, stili differenti per realizzare qualcosa. Ma la moda non era la mia passione, come non lo era la pittura”. Torna in famiglia nello splendido chalet di Rossinière, in Svizzera. E in uno scenario degno di Heidi trova finalmente la sua strada. I suoi gioielli, che come delicati ideogrammi di seta intessuti di piccole pietre circondano collo, polsi, orecchie, decolleté, uniscono ricercate sfumature di colore (’ i verdi e i rossi di Masaccio e Piero della Francesca, che ho scoperto con papà in Italia”), e la poesia delle forme giapponesi (’quando ero piccola ogni giorno mia madre mi faceva lezione di calligrafia”). Papà finalmente approva, e il pubblico anche: Gwyneth Paltrow, Liv Tyler, Elle McPherson, Sara Jessica Parker sono le prime clienti famose» (Linda de Sanctis, ”il Venerdì” 1/9/2000).