Gianfranco Ballardin, ཿCorriere della Sera, 24/6/97;, 24 giugno 1997
Riforme. Come mai il Pds e Rifondazione comunista accettano il cosiddetto Mattarellum 2, una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza del 20% e somiglia molto alla famigerata ”legge truffa”, che De Gasperi tentò invano di far passare all’inizio degli anni ’50? in un certo senso una rivincita storica sulla campagna ingiusta e diffamatoria condotta dal Pci nel 1953 contro quella che venne ingiustamente battezzata ”legge truffa”
Riforme. Come mai il Pds e Rifondazione comunista accettano il cosiddetto Mattarellum 2, una legge elettorale che prevede un premio di maggioranza del 20% e somiglia molto alla famigerata ”legge truffa”, che De Gasperi tentò invano di far passare all’inizio degli anni ’50? in un certo senso una rivincita storica sulla campagna ingiusta e diffamatoria condotta dal Pci nel 1953 contro quella che venne ingiustamente battezzata ”legge truffa”... Lei visse in prima persona la battaglia scatenata allora dalle sinistre contro la ”legge truffa”. Come andò? Il presidente del Consiglio era De Gasperi, e il ministro dell’Interno Scelba, il segretario del Pci (che guidò l’offensiva contro la legge) Togliatti. La cosiddetta ”legge truffa” prevedeva un premio di maggioranza del 15%, contro il quale le sinistre organizzarono una violenta opposizione. Ricordo che qui in Senato le sinistre scatenarono una battaglia durissima, anche fisica, perché nei banchi di Palazzo Madama volavano le tavolette. E mentre lo scontro era in pieno svolgimento Saragat inviò a De Gasperi un biglietto che diceva: ”non mollare”. [...] Perché lei parla di rivincita storica? Perché il premio di maggioranza adesso è considerato come un elemento di stabilizzazione, che consente a un governo di governare, mentre nel ’53 i comunisti ci misero alla berlina... L’essenziale è che non si arrivi a premi di maggioranza come quello della famosa legge Acerbo, secondo la quale per prendere la maggioranza bastava il 25 per cento" (Giulio Andreotti).