Stefano Gulmanelli, ཿCapital, 7/97;, 1 luglio 1997
Il diamante è il minerale più duro esistente in natura, carbonio puro che raggiunge il punto di fusione a 4 mila gradi (due volte e mezzo quanto richiesto per l’acciaio)
Il diamante è il minerale più duro esistente in natura, carbonio puro che raggiunge il punto di fusione a 4 mila gradi (due volte e mezzo quanto richiesto per l’acciaio). Ogni anno se ne estraggono per un valore complessivo di mercato di circa 7,3 miliardi di dollari (12 mila miliardi di lire). Il cartello monopolistico creato 70 anni fa da Sir Oppenheimer (60% del mercato) mostra crepe sempre più vistose: Brasile e Canada non hanno neanche preso in considerazione l’idea di entrarvi; l’Australia, che ad Argyle possiede la miniera più grande del mondo (bassa qualità tranne che per pochi diamanti rosa) usa ”tagliere” asiatiche e commercializza tramite una società inglese, costruendo così un polo alternativo; i russi (la mafia russa), le cui pietre valgono il 20% del mercato mondiale, hanno ripetutamente scavalcato il cartello consentendo ”fuoriuscite” di pietre per valori che hanno raggiunto gli ottanta milioni di dollari (136 miliardi di lire) al mese.