Giampaolo Pansa, ཿL’Espresso, n.26 1996, 1 gennaio 1997
Pertini. "Era l’autunno del 1985 e un mio amico, il senatore socialista Roberto Cassola, aveva pensato di portare Pertini ad Alessandria e di farlo intervistare in pubblico da Gianfranco Piazzesi e dal sottoscritto
Pertini. "Era l’autunno del 1985 e un mio amico, il senatore socialista Roberto Cassola, aveva pensato di portare Pertini ad Alessandria e di farlo intervistare in pubblico da Gianfranco Piazzesi e dal sottoscritto. Un teatro che più gremito non si poteva. Una piazza strapiena di folla. Pertini esordì scandendo: ”Cittadini di Vigevano!”. Gli tirai la giacca, mormorandogli, ”Presidente, siamo ad Alessandria”. E lui, stizzito: ”Ma cosa vuoi saperne tu! Cittadini di Vigevano, non è la prima volta che vengo nella vostra bella città...”. Un trionfo. Proprio così: i mandrogni, che pure sono tipetti da prendere con le molle, gli avevano perdonato all’istante tutto, persino l’essere scambiati per dei viginun. Poiché Pertini bisognava amarlo com’era, per intero, irosità e svarioni compresi".