7 febbraio 2003
Tags : Graziano Ballinari
Ballinari Graziano
• . Età «che varia dai 50 ai 60 secondo l’estro del momento». «Collezionista di mutande ma anche di clisteri, latrine, pitali e bidè d’epoca, si presenta dove capita con una punta di civetteria e il biglietto da visita che la dice lunga sulla sua passione per le zone di confine: ”Graziano Ballinari, Mutandologo e cessologo mondiale”. Uno dei tanti giullari e affabulatori che in Valveddasca sul lago Maggiore spuntano come funghi [...] Figlio di contadini, autodidatta, lettore onnivoro, passa tutti i giorni il confine, non solo inteso come decenza. Fa il giardiniere a Lugano e, come il Peter Sellers di Oltre il giardino, ha lo sforbiciato candore dei geni in natura, psicologicamente illesi. Sa tutto di bordelli, piante, aromi, tisane e afrodisiaci. Da cantastorie fa le tournée nelle osterie, per 250mila lire l’ora. Delle sue mostre di biancheria intima hanno scritto il ”Times” e il ”Washington Post” [...] I primi segni di squilibrio li manifesta a sei anni, quando prende a rubare nelle chiese le reliquie e i libri sulle vite dei santi. A 17 anni, aiutando la madre a vestire il cadavere del nonno, le porge i mutandoni di lana. ”Ai morti non si devono mettere perché turbano il sonno eterno”, li respinge lei decisa. Quanto basta per la suggestionabile mente del ragazzo. Che il giorno dopo è già da una contadina a pietire una mutanda della nonna. Il primissimo pezzo della sua sorprendente collezione. Le sue mostre disegnano l’iter storico di quel rivestimento che, dalla foglia di fico in poi, esalta tutto l’osceno, il peccaminoso o il fobico che sta nella messa in mora dei genitali [...] Farebbe carte false per le mutande della Loren [...] Ha scritto al ministro Letizia Moratti. ”Chiedo venga introdotto l’insegnamento della cessologia nelle scuole. Come attenzione a un luogo in cui passiamo una parte fondamentale della nostra esistenza”. Firmato: ”Il cessologo Graziano Ballinari”. Non ha avuto risposta [...] Ha pubblicato Odore e pudore. Il romanzo del cesso. [...] Il pezzo di cui va più fiero è ”la scatola del tuono”, ribattezzata anche ”il beauty case del peto”. Si porta come una ventiquattr’ore, in treno o in carrozza» (Giancarlo Dotto, ”L’Espresso” 26/7/2001).