Giuseppe D’Avanzo, la Repubblica, 13/09/1996, 13 settembre 1996
Superpoteri. Cossiga intervistato dalla ”Repubblica” ha giudicato l’analisi di De Rita "esemplare"
Superpoteri. Cossiga intervistato dalla ”Repubblica” ha giudicato l’analisi di De Rita "esemplare". Ultimo esempio dell’attività del Superpotere il caso Coiro, rimosso dal ministro della Giustizia Flick prima che il Csm potesse processarlo. Non crede che la vera questione non sia tanto il potere dei pm, ma il controllo sul loro lavoro del giudice terzo? "La verità è che si abusa del termine magistrato. A differenza di altri Paesi, noi abbiamo una magistratura burocratica. Questo fa sì che chiamiamo giudici i pm. In qualunque stato di diritto a sentire che un attorney general è un giudice, si farebbe un salto. Il giorno in cui l’attorney diventa giudice e, di fatto, ha un’egemonia sui giudici, lo Stato di diritto è bell’e che finito [...] Questo è un Paese dove gran parte della gente pensa che è meglio un innocente in galera che un colpevole a spasso, mentre lo Stato di diritto è il contrario [...] Durante il fascismo, se si criticasva il regime si era traditori della Patria. Oggi, non è molto diverso. Chi non è a favore dell’arresto preventivo senza limiti è mafioso. Chi è per lo Stato di diritto, è a favore della ’ndrangheta. E devi stare attento perchè viene fuori anche lo scemo che ti arresta davvero per quello strano reato: concorso esterno in associazione mafiosa". Cossiga spera in D’Alema: "Sì, perchè credo che un grande partito della sinistra europea non può che porsi questi problemi. La diversità italiana in fondo è tutta qui: in tutti i Paesi la sinistra è stata alla testa delle battaglie del garantismo, da noi non lo è stata. E sarebbe un lungo discorso spiegare l’incidenza del terrorismo su questo fenomeno".