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 2003  febbraio 06 Giovedì calendario

Ballack Michael

• Chemnitz (Germania) 26 settembre 1976. Calciatore. Dal 2010/2011 al Bayer Leverkusen, squadra con cui nel 2002 perse contro il Real Madrid la finale di Champions League. Nel 2009/2010 vinse col Chelsea Premier League e Fa Cup (nel 2008 perse la finale di Champions League contro il Manchester United). Centrocampista, cominciò nel Chemnitzer, nel 1997/98 andò al Kaiserslautern, prima con gli amatori, poi in prima squadra. Nel 1999/2000 passò al Bayer Leverkusen. Dal 2002/2003 al 2005/2006 al Bayern Monaco. Esordì in nazionale il 28 aprile 1999 a Brema contro la Scozia. Fu finalista del Mondiale 2002 (partita saltata per squalifica, terzo nel 2006) e all’Europeo 2008. Quinto nella classifica del Pallone d’Oro 2002, 14° nel 2005, 19° nel 2008, 20° nel 2003, nomination anche nel 2006 • «[...] non è uno di quei fuoriclasse che vincono le partite da solo [...] ma un grande giocatore, che se impiegato nella maniera giusta, può essere decisivo non tanto nel corso di una singola partita, ma nell’economia di una stagione. [...] comincia la sua carriera da libero, prima di diventare centrocampista di qualità e sostanza. Ecco perché, pur interpretando ruolo in maniera offensiva, e senza essere un mostro in fase di interdizione, garantisce un’apprezzabile copertura e non disdegna il contatto fisico. Le sue migliori qualità tecniche sono controllo e tiro (nota bene, un solo controllo, o tocco, e tiro immediato) e il colpo di testa. infatti negli ultimi 25-30 metri che diventa micidiale, soprattutto quando la palla si muove sugli esterni: i centrocampisti avversari non sono in massima allerta, lui sa smarcarsi e molto spesso finalizzare. Non ha le qualità di corsa, dribbling e sfondamento centrale di un Kakà, di cui però è migliore nelle incursioni senza palla e nel gioco aereo. In questo è più simile a Lampard e Stankovic: se riuscissimo a combinare le qualità del tedesco e del brasiliano avremmo un giocatore planetario. [...] uno da 10-15 gol a stagione, spesso pesantissimi, che fanno la differenza in termini di punti e posizioni in classifica. [...] dicono che non sia un capobranco, ma uno serio che ride e socializza poco con i compagni [...]» (Gianluca Vialli, ”La Gazzetta dello Sport” 10/3/2006) • «La sua passione è il bowling. […] Dicono che [...] sarà per la Germania il nuovo Matthaeus. ”Non è ancora un fuoriclasse ma lo diventerà”, giura Klaus Toppmoeller, il tecnico del Bayer Leverkusen: ” destinato a una grande carriera - dice - perchè usa la testa per pensare almeno quanto se ne serve per buttare la palla in rete. Con lui mi fermo a parlare di tattica prima di ogni partita” […] Gigantesco nel suo metro e novanta di altezza, il ragazzo viene dall’ultima fabbrica del calcio tedesco in crisi, l’ex Germania Est scossa da enormi tensioni sociali ma che non ha smarrito la vocazione sportiva della DDR. Cominciò a giocare a Chemnitz, che quando lui nacque, nel 1976, ancora si chiamava Karl Marx Stadt. Nel 1998 ha raggiunto il Leverkusen in seconda divisione […] ”Ballack è un centrocampista totale - spiega Toppmoeller - ha il tiro da fuori, lo stacco di testa, soprattutto vede prima degli altri lo sviluppo dell’azione […] Attacca e difende, corre su e giù. Dieci volte le sue fughe saranno inutili ma lui insiste e all’undicesima fa gol”. La stampa tedesca ne ha fatto un idolo anche se sulle sue caratteristiche c’è confusione, perchè l’abbiamo sentito paragonare indifferentemente a Beckenbauer come a Matthaeus o a Mario Basler. Lui e Sebastian Deisler sono gli unici talenti giovani e spendibili sulla scena internazionale ma il centrocampista dell’Hertha non ha buona stampa, troppo algido, scontroso, mentre lui piace per quella storia semplice e composta di giovane sposato a una ragazza conosciuta da sempre, fresco di paternità, senza ambizioni lussuose e con il pallino molto popolare per il bowling» (’La Stampa”, 21/11/2001) • «Prima, perfino i tifosi che adesso lo beatificano, gli si accanivano contro a suon di fischi[…] Non fosse caduto il muro di Berlino, forse il ”piccolo kaiser” sarebbe diventato un campione di regime. Oggi invece che la storia ha invertito la rotta al momento giusto, Michael Ballack da Gorlitz ha già vinto uno scudetto con il Kaiserslautern nel ”98 (sia pure in qualità di riserva), ha provato l’emozione di perdere tutto con il Bayer Leverkusen (battuto quest’anno dal Real Madrid in Champions League, dal Borussia Dortmund in Bundesliga e dallo Schalke 04 nella Coppa di Germania) [...]» (Alberto Costa, ”Corriere della Sera” 26/6/2002).