Varie, 6 febbraio 2003
BALDUCCI
BALDUCCI Paola Roma 14 novembre 1949. Avvocato. Politico. Nel 2001 sfidò Cesare Previti (e ne fu sconfitta) per un posto alla Camera (collegio di Roma-Tomba di Nerone), nel 2006 fu eletta con i verdi • «Una signora bionda, alta, magra […] sulla scrivania una foto con il ”maestro” Vassalli […] Studio a cinque stelle, una cattedra alla Sapienza in Procedura Penale, specializzata in Germania al prestigioso Max Plank Institute sul tema del ”rispetto delle regole”, poi entrata nella commissione dei saggi per la riforma dei codici, difensore del presidente delle Ferrovie Necci ed infine lanciata in politica. […] Caschetto biondo, occhi castani chiari, una preferenza per l’azzurro (nel senso del colore), nata da una ”famiglia conservatrice” (’Vivevamo in una casa a via XXI aprile, ma riuscii a non andare al Giulio Cesare, un liceo di destra”) racconta ancora del ”’68 al Tasso, quando avevo per compagni Maria Fida Moro, Paolo Liguori e Vittorio Veltroni, il fratello di Walter, e una volta, durante una ”battaglia di cancellini’ colpii per sbaglio lo storico preside Marino Casotti, che ci fece saltare le vacanze di Pasqua”. […] Corre in bicicletta da studio al tribunale, dipinge paesaggi ”impressionisti” e ha una passionaccia per il Siddharta di Hesse» (Paolo Boccacci, ”la Repubblica” 10/4/2001) • «Una iper-garantista a quattro ruote motrici. Una che dice cose tipo: ”Sono angosciata dall’assenza di libertà che ci ha accompagnato in questi anni. Dall’alterazione di troppi processi. Il cittadino deve essere garantito da qualsiasi potere”. […] una bella signora bionda, pugnace e ambiziosa. Una che ha molto studiato, molto battagliato, molto vinto nelle aule dei tribunali fino a diventare una delle donne avvocato più stimate, più corteggiate dai clienti importanti e più ricche d’Italia. Fuori dalle aule di giustizia, alle quali ha sacrificato un pezzo della vita (’avrei voluto un marito e dei figli, ma una donna che accetta le sfide che ho accettato io paga fatalmente un prezzo alla solitudine”), dice di amare le canzoni di Venditti e di Baglioni, le gite in bicicletta, la lettura di romanzi e poesie con un debole per i francesi, la buona tavola, la tavolozza (’adoro dipingere”) e il mare» (Gian Antonio Stella, ”Corriere della Sera” 28/4/2001).