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 2003  febbraio 05 Mercoledì calendario

BALDINI

BALDINI Marco Firenze 3 settembre 1959. Conduttore radiofonico. Lavora a una emittente locale fiorentina, Lady Radio, e a Videomusic fino all’89. In quell’anno Claudio Cecchetto lo chiama a Radio Deejay, dove rimane per dieci anni. Dal ”99 al 2000 lavora a Radio Italia Network. Arriva a Radio Due nel Duemila, dove conduce assieme a Fiorello Viva Radio2, formula già collaudata dieci anni prima con il programma W Radio Deejay. Ha vinto l’edizione 2009 de La fattoria • « l’alter ego di Fiorello [...] un rapporto che, dice, qualunque cosa accada, non metterà mai in crisi il loro sodalizio umano. Approdato a una popolarità anche visiva grazie allo show-tv Stasera pago io […] ”Ci ha unito Cecchetto a Radio DJ. Mi affidò questo ragazzotto che aveva fatto l’animatore, pregandomi di tirar fuori qualcosa da lui […] Più o meno. Ma Fiorello che ha uno straordinario talento naturale imparò immediatamente la lezione tanto che della cassetta del nostro programma, Viva Radio DJ, una cosa dove facevamo gli scemi tutti e due, se ne vendettero 100mila copie […] Lui mi fa ridere solo a guardarlo: io suggerisco qualcosa, lui l’acchiappa, poi andiamo a ruota libera […] Lui è come suo padre che faceva il finanziere, ma in realtà era un artista mancato. Io sono come mio nonno, un fiorentino da venti generazioni capace di guardare alla vita con umorismo […] Più che altro sono un bambinone. La cosa che so fare meglio è scrivere. Sono un autore di testi. Ho pubblicato un libro, Uno è famoso, l’altro no, in cui racconto di noi due”» (Simonetta Robiony, ”La Stampa” 16/6/2002). «Ha ricominciato a vivere il 23 aprile del Duemila. [...] Dopo dieci anni di debiti accumulati con il gioco d’azzardo e di fughe dagli usurai ha deciso di darsi un’altra opportunità. ”L’input mi è arrivato dal lavoro. Sergio Valzania, mio vecchio capo scout, mi aveva offerto un progetto a Radio2. Seicento chilometri erano una buona distanza per ricominciare. Ho preso in affitto un residence senza sapere come lo avrei pagato. stato l’inizio della mia metamorfosi” .[...] Trecento milioni di vecchie lire persi nel 1990, il primo anno. ”Mi ero appena trasferito a Milano da Firenze, Claudio Cecchetto mi aveva chiamato a Radio Deejay. Quando ci misi piede la prima volta trovai John Bon Jovi. C’erano Jovanotti, Jerry Scotti, Linus. E mi sono bloccato. Per pigrizia mentale ho cercato una scorciatoia, volevo essere come loro”. Il re dello stagno (a Firenze lavorava a Lady Radio) era diventato la ”spina” di Radio Deejay. Volle correre. ”Un giorno fui avvicinato da truffatori di professione. Mi portarono all’ippodromo, mi fecero credere di essere in società per l’acquisto di cavalli da corsa, non era vero, mi fecero prendere soldi in prestito [...] commisi l’errore di continuare a puntare per recuperare. Cominciai a giocare in modo compulsivo. Non mi divertivo più, non lo facevo per provare un qualche brivido. Dovevo rifarmi dei soldi persi [...] stavo diventando un personaggio pubblico. Per la vergogna non dissi nulla”. [...] A un certo punto ha dovuto chiedere aiuto. ”L’ho fatto con Cecchetto. Presi una bella rimbrottata, mi mise sotto a lavorare: mi dava un minimo settimanale e gestiva lui i guadagni. Poi però andò a Radio Capital. Radio Deejay cercò di continuare la ”cura Cecchetto’, ma non era ancora maturo il tempo del mio cambiamento”. Ha avuto una detrazione in busta paga fino al ”99, quando ha lasciato i l network per passare a Radio Italia. ”Anche lì l’amministratore delegato Giorgio Bacco provò ad aiutarmi, io però ero ingestibile”. La perdita più forte la ricorda nel 1994. ”In una settimana di scommesse sui cavalli persi 100 milioni”. La vincita più alta, una sera a poker: ”Sessanta milioni, a Milano. Ero contento, non tanto per i soldi, ma perché nessuno aveva mai vinto una cifra così”. Sono gli anni in cui si indebita maggiormente, dal ”95 al 9’9: ”Preferisco non dire di quanto, se qualche persona a me molto vicina lo leggesse potrebbe sentirsi male [...] Sono cattolico, ma credo moltissimo nelle vite precedenti. Gli esoterici dicono: ciò che è sopra è sotto, le stesse leggi che regolano l’universo regolano la vita. Io sono riuscito a spezzare un cerchio e a fare un salto evolutivo” [...]» (Elvira Serra, ”Corriere della Sera” 6/2/2005).