Giovanni Porzio, ཿPanorama n.20, Pietro Petrucci, ཿl’Espresso n.20, Franco Papito, ཿla Repubblica, 17/5/97, 17 maggio 1997
L’uomo nuovo dello Zaire è Laurent Kabila, ex trafficante di clandestini ed ex tenutario di bordelli
L’uomo nuovo dello Zaire è Laurent Kabila, ex trafficante di clandestini ed ex tenutario di bordelli. Mentre scriviamo sta per entrare col suo esercito di ribelli nella capitale zairese Kinshasa, dalla quale è scappato venerdì pomeriggio l’ex dittatore Mobutu. Costui, se non verrà ammazzato dai suoi nemici, potrà vivere con larghezza di mezzi: ha un patrimonio personale stimato in dieci miliardi di dollari e che coincide casualmente con l’importo del debito estero zairese. Prima tappa della sua fuga è la sontuosa villa di Gbadolite, città ai confini con il Centrafrica. Di qui egli muoverà sicuramente verso le altre proprietà del clan Mobutu, molte delle quali sfuggiranno alla riappropriazione da parte dell’erario zairese grazie a complicati giri di intestazioni e a compiacenti istituti bancari internazionali. Uno di questi è il Banque Continentale du Luxembourg nel quale si sono anche ammassate le riserve illecite di Gheddafi, Bokassa e Saddam Hussein, e che secondo un documento del Ministero degli Esteri belga è legato all’Opus Dei e al Cdu di Kohl (tramite le filiali lussemburghesi di banche tedesche). La sparizione di Mobutu segna l’ulteriore declino dell’influsso francese in Africa e conferma l’ascesa americana nel continente: un contratto da un miliardo di dollari con i ribelli di Kabila è stato concluso dalla American Mineral Fields di Hope, Arkansas, città natale di Clinton, per lo sfruttamento delle risorse diamantifere dello Zaire sulle quali dunque non ha più il monopolio la sudafricana De Beers (un affare da 70 milioni di dollari l’anno, 9.556 carati estratti nel 1996). Clinton vorrebbe anche fermare l’avanzata islamica e ha, in questo senso, il suo principale nemico nel Sudan di Al Turabi e il principale alleato nell’Uganda di Yoweri Museni, dove si è adottata una forte politica liberista che ha consentito l’anno scorso una crescita del 7 per cento (l’Italia l’anno scorso era sotto l’1). Kabila, il vincitore della guerra zairese, è una creatura di Museni e del ruandese Paul Kagame. L’Africa Sub-Sahariana sarà il luogo in cui si giocherà la grande partita dell’economia internazionale nei prossimi 30 anni. Attualmente esporta 12 miliardi di dollari di prodotti negli Stati Uniti, mentre le importazioni di prodotti americani sono aumentate del 24% nel 1996, arrivando a 5,4 miliardi di dollari. Ancora, 33 paesi sub-sahariani sono già membri della Wto, l’organizzazione mondiale per il commercio e 31 hanno programmi di riforme attuati attraverso la Banca Mondiale. Gli investimenti americani in Africa sono quasi tre volte più redditizi (33%) rispetto alla media (12%) nel resto del mondo. Nel 2020 in Africa ci saranno un miliardo e duecento milioni di consumatori.