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 2003  febbraio 04 Martedì calendario

BAGNOLI

BAGNOLI Daniele Mantova 25 ottobre 1953. Allenatore di pallavolo. Ct della Russia. Dal 2007/2008 sulla panchina della Dinamo Mosca (ha subito vinto il campionato russo). In Italia ha vinto 8 scudetti (record): due a Modena (1995, 2003), sei a Treviso (1998, 1999, 2003, 2004, 2005, 2007) • « un pragmatico [...] Ma anche un maniaco o un perfezionista. Perché non lascia nulla al caso, studia, sviscera, analizza ogni partita, ogni squadra avversaria, ogni giocatore. Più che un allenatore da palestra, alla Velasco o alla Montali, lui è un tecnico da laboratorio. [...] ”A 28 anni allenavo in serie B il Gabbiano Mantova, la squadra di casa mia. L’anno dopo in A-2, era il 1983, incontrai Velasco. Lui era a Jesi, dovevamo affrontarci. Io andai a Udine per studiare la sua squadra contro quella di Travaglini. Portai a casa tanti dati che faticai ad analizzarli tutti, ma anche a farli capire ai miei giocatori. Perdemmo3- 0 in casa, di là palleggiava Waldo Kantor. Velasco si interessò al mio lavoro e da quel momento ci tenemmo in contatto. Quando lasciò il club per la nazionale, mi chiamò nello staff per osservare le avversarie e aiutare in palestra. Fummo i primi nel mondo in questo lavoro di analisi. Rimasi con lui fino al 1991, con una trasferta in Asia da vice di Angiolino Frigoni. Mi chiamò Reggio Emilia, mi tornò la voglia di panchina”. Così è iniziata la parabola del tecnico che ha legato la sua carriera a tre città: Mantova, dov’è partito, Modena, dove si è affermato, e Treviso, dove ha continuato. ”Di Modena ho i ricordi di gioventù. Quante volte da ragazzo prendevo quel treno per andare vedere il Panini al vecchio palasport. Se la partita si prolungava, non restavo per non perdere il Carpi-Suzzara-Mantova”. [...] Sull’asse Modena-Treviso ha costruito la sua fama. Ma anche qualche screzio. ”Il Sisley è come la Juventus. Tutti ti guardano e l’ambiente ricorda solo le sconfitte. Nel 2000 uscimmo nei quarti a Palermo, di attenuanti ne avevamo. Fu una mezza tragedia, mai dimenticata”. Poi lui se ne tornò a Modena. ”Per una stagione, avevo problemi di famiglia gravi, fu una scelta di vita”. Nuovo ritorno in Ghirada. [...] A Treviso non era mai stato tanto legato. ”Dopo Mantova, ho abitato anni a Modena. Qui sono venuto per lavoro. La Ghirada è stata la mia casa”» (Carlo Gobbi, ”La Gazzetta dello Sport” 14/5/2004). Fratello di Bruno. Nel 1999 i due si affrontarono nella finale scudetto e lui ebbe la meglio guidando Treviso al successo contro Modena. «Ho passato l’adolescenza negli anni della contestazione. A 19 anni, quando come giocatore ero alla soglia della serie A, mi sono dovuto sposare. A 20 avevo già una figlia. Così alla carriera pallavolistica ho anteposto il lavoro: sono stato 10 anni nell’azienda dei miei, produzione di pigiami, poi sono riuscito a sfondare come allenatore […] Il ricordo più bello è stato il primo scudetto, con Modena: abbiamo vinto contro tutti i pronostici e contro Treviso, che era superfavorita” […] Racconta mamma Romana: ”Era un bambino vivacissimo e dispettoso, non conosceva il pericolo e ci faceva stare continuamente col cuore in gola. Bruno, al contrario, era tranquillo, diligente, più aperto. Sono sempre stati due ragazzi intelligenti, bravi a scuola e nello sport. Solo che Daniele faceva di tutto per farsi sospendere. Una volta, in prima superiore, fu addirittura espulso per una lettera anonima scritta con alcuni compagni contro l’insegnante di matematica. Fu mio figlio a farlo materialmente, usando la sua macchina da scrivere che aveva un difetto di battitura… così lo rintracciarono subito e perse l’anno […] Ecco perché ho aspettato quasi 11 anni per avere un altro figlio: temevo che venisse fuori un altro Daniele, incosciente e scapestrato» (Silvia Guerriero, ”La Gazzetta dello Sport-Magazine” n.24/1999).