Marco Tarquinio, ཿAvvenire 29/1/2003, 29 gennaio 2003
Caricature. «La legge che ha reintrodotto nell’ordinamento il ”legittimo sospetto” è stata spesso e volentieri trasformata in due opposte e mortificanti caricature
Caricature. «La legge che ha reintrodotto nell’ordinamento il ”legittimo sospetto” è stata spesso e volentieri trasformata in due opposte e mortificanti caricature. Uno strumento per ”mettere in riga” i giudici secondo certi suoi fautori. E un meccanismo salva-colpevoli secondo i suoi più accaniti detrattori. I lavori parlamentari sulla cosiddetta legge Cirami e il dibattito istituzionale che li ha accompagnati - per chi ha saputo e potuto seguire davvero quella vicenda nonostante lo stordente frastuono delle invettive nelle aule di Camera e Senato e malgrado le escandescenze alla Flores d’Arcais subito fuori di esse - hanno fatto sì che il testo varato fosse qualcosa di assai diverso dall’una e dall’altra cosa. Che consegnasse, cioè, ai destinatari - i cittadini e i giudici di Cassazione - una regola garantista ben iscritta, infine, nel nostro ordinamento. Una regola che, sin dalla sua prima applicazione, ha spiazzato tutti coloro che di essa avevano fatto appunto caricatura» (Marco Tarquinio).