Piero Ostellino, ཿCorriere della Sera 1/2/2003, 1 febbraio 2003
Avvocati. «Perché ciò accada è presto detto. Perché il centrodestra ha rincorso in Parlamento i processi, invece di fare politica giudiziaria
Avvocati. «Perché ciò accada è presto detto. Perché il centrodestra ha rincorso in Parlamento i processi, invece di fare politica giudiziaria. Dice realisticamente Gerardo D’Ambrosio: ”Nessuno si sarebbe scandalizzato se all’inizio della legislatura si fosse detto che, avendo vinto le elezioni con il maggioritario ed essendo necessario assicurare il governo del Paese per tutta la legislatura, bisognava introdurre un correttivo (l’autorizzazione parlamentare a procedere, n. d. r.) per evitare che l’esercizio della funzione di presidente del Consiglio fosse pregiudicata dai procedimenti penali”. Né penso ci sarebbe stato da ridire se il centrodestra avesse proceduto alla riforma del sistema giudiziario con la separazione delle carriere fra pubblico ministero e giudice; con l’aggiornamento dei sistemi di reclutamento, formazione e avanzamento dei magistrati; con il miglioramento dei meccanismi di controllo del loro operato e disciplinari, eccetera, eccetera. Caro Berlusconi, se si fanno eleggere in Parlamento i propri avvocati, invece di gente capace di fare politica, il risultato è che gli avvocati fanno gli avvocati anche in Parlamento e producono ”leggi personali” per uso processuale (come l’inutile Cirami), invece di ”leggi generali” a uso della collettività (le riforme)» (Ostellino).