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 2003  gennaio 18 Sabato calendario

Per lo scrittore Vladimir Nabokov era essenziale che le sue donne fossero belle: a uno studente, fidanzato con una ragazza poco avvenente e sostenitore della tesi che ”la bellezza non è tutto”, rispose: «Questa è solo un’idea che ci portiamo dietro

Per lo scrittore Vladimir Nabokov era essenziale che le sue donne fossero belle: a uno studente, fidanzato con una ragazza poco avvenente e sostenitore della tesi che ”la bellezza non è tutto”, rispose: «Questa è solo un’idea che ci portiamo dietro. La bellezza è tutto». Conobbe sua moglie Vera, bellissima, colta, in una ballo di beneficienza a Berlino, l’8 maggio 1923. Lei indossava un abito di seta nero a forma di cappa, dotato di cappuccio che le lasciava scoperti solo gli occhi azzurri e una corona di capelli ondulati. Diventarono rapidamente amanti e da allora lei fu la sua ombra. Lavoravano insieme e mentre lui le dettava i suoi appunti, componevano un nuovo testo. Scrivevano insieme persino il diario. Quando Vladimir desiderava andare a scrivere in auto («l’unico posto in America senza rumori e correnti d’aria») lei si metteva al vollante, parcheggiava sotto un albero e si dileguava senza dir nulla. Lo accompagnava sempre nelle lezioni all’università, dov’era presentata come sua assistente. Elegante e sobria, si sedeva al primo banco, mentre lui spiegava indossando camicie color salmone e altre eccentricità. Quando lui era malato, lo sostituiva recitando i suoi appunti. I flirt del marito con le studentesse, si limitava a smentirli. All’epoca della pubblicazione di Lolita, per proteggere Vladimir dalle accuse di pedofilia, lo accompagnava ad ogni evento mondano. Sempre preoccupata di ribadire la grandezza del marito, pronta ad aggredire chiunque non gli desse ragione, sosteneva che le conoscenze sul mondo delle fanciulle erano state accumulate ascoltando le loro chiacchiere sui bus della scuola. Sopportò anche la ripugnanza di Nabokov per ogni domicilio fisso (abbandonata la Russia per lui «non esistevano altre radici»). Trascorsero l’ultima parte della vita in una suite del Palace hotel di Montreux, Svizzera. Lui morì nel ’77. Lei nel ’91, sempre nello stesso albergo.